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I due gemelli

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da Carlo Goldoni
 

di Stefano Angelucci Marino

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  con  
Carmine Marino, Piera Spaziani, Pierluigi  Silvi, Serena Romanelli, Concetta Laico, Fabrizio Mancini, Leonardo Marinoe Vittoria Oliva, Carlo Codagnone, Rossella Gesini.
  progetto scenico, testo e regia  
Stefano Angelucci Marino
  collaborazione  drammaturgia   
Carmine Marino
  aiuto regia  
Carmine Marino
  assistente alla regia  
Serena Romanelli
  canti a cura di  
Dino Potenza
  scene  
Massimiliano Serrapica e Giuseppe Iezzi
  costumi  
Menina & Pierina Bucci
  maschere   Stefano Perocco di Meduna
  luci e suono   Nico Vicchiarello
  assistenza tecnica   Free Power Service
  ufficio stampa   Walter Berghella
  una produzione   TEATRO DEL SANGRO
  compagnia teatrale   I GUARDIANI DELL' OCA

in collaborazione con  Associazione culturale “Il Ponte” di Lanciano (CH)

APPUNTI DI SCENA

A Lanciano, Tonino e Zanetto, due gemelli assolutamente identici fisicamente ma opposti nel carattere - l'uno è tonto, timido e impacciato, l'altro è sveglio e arguto - si ritrovano nella medesima città senza saperlo per sbrigare i loro affari. I fratelli, dopo essere stati separati da piccoli e cresciuti lontani, sono inconsapevoli l'uno dell'altro visto che da anni non si incontrano. Da questa situazione derivano inevitabili scambi di persona, gelosie, intrighi, matrimoni rinviati, furti e vendette.
Tutto è ambiguo, equivocabile e perchè ogni cosa torni al proprio posto è necessaria la morte dell'ingenuo, selvaggio e spontaneo Zanetto, un personaggio non positivo, ma puro nella sua ottusa semplicità. Lui è l'agnello sacrificale e la sua dipartita è necessaria perchè il gemello raziocinante comprenda che l'età dei giochi è finita, come se a scomparire fosse stata la sua coscienza di bambino.
Ancora una volta il gioco è l'amorevole massacro della Tradizione. Non “mettere in scena”, ma “mettere in vita” un testo antico: resuscitare Goldoni, non recitarlo. La tecnica della resurrezione parte dal fare a pezzi, disossare. E così in questi “Gemelli” di ascendenza goldoniana Angelucci Marino ha alternato scrittura e riscrittura , seguendo e deformando lo scheletro del testo di Goldoni; ne esce fuori uno spettacolo dove si racconta  di un improbabile e divertententissimo settecento frentano. “I due Gemelli” è quindi tratto da “I due Gemelli veneziani” di Carlo Goldoni che è costitutivamente  una commedia sul doppio: lo è anzi in maniera canonica, giacchè Goldoni è alle prese con due creature assolutamente identiche (due gemelli,appunto) che tenderebbero a fondersi in una sola, se non li distinguesse una radicale diversità di carattere. Ed è ancora quella goldoniana una commedia del doppio per quanto riguarda i modelli, perché anche qui commedia dell’arte e commedia romanzesca insidiano la pagina e ipotecano l’originalità di Carlo Goldoni. La nostra operazione registico-drammaturgica, giocata tra reinvenzione, gioco d’attore e commedia dell’arte, è consistita nel prendere questo classico della letteratura teatrale europea e rivisitarlo con rispetto e rigido scrupolo, ma anche con una tranquilla impudenza inventiva, rimescolando impavidamente squisitezze settecentesche e miserie oggidiane.

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