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Così è (se ve pare)
 
manifesto
 
 
 
 
 

 

di Stefano Angelucci Marino

da Luigi Pirandello

con

Massimiliano Serrapica, Carlo Codagnone, Francesca Scaglione, Vittoria Oliva, Cinzia Sciascia

progetto scenico, testo e regia
Stefano Angelucci Marino
aiuto regia Carmine Marino
scena e costumi
Massimiliano Serrapica
maschere Stefano Perocco di Meduna
luci e suono
Free Power Service
assistenza tecnica
Free Power Service
ufficio stampa
Walter Berghella
una produzione
TEATRO STUDIO DI LANCIANO
 
TEATRO DEL SANGRO
 

APPUNTI DI SCENA

“Così è (se vi pare)” debutta il 18 giugno 1917 al teatro Olimpia di Milano, considerata la prima storia davvero pirandelliana, l’opera è un thriller incentrato sull’incalzare del mistero più che sulla soluzione del dramma. La parabola si regge su “un difficilissimo equilibrio tra la commedia della curiosità e il dramma ignoto”, riferisce lo stesso Pirandello a Ruggero Ruggeri in una lettera di poco posteriore alla prima milanese.L’eterno conflitto Essere/Apparire sembra annullarsi nell’intuizione di Luigi Pirandello, imbrigliato tra gli ingranaggi molesti di un congegno sociale invadente ed ostile. Ciò che (ap)pare è ciò che è in realtà, come un’immagine riflessa; nel gioco degli specchi, però, lo sdoppiamento riproduce la copia ma anche il suo esatto contrario. Il testo di “Così è (se vi pare)” racchiude già nel titolo una delle tematiche principali del grande drammaturgo siciliano: niente è certo, tutto è relativo. La poca attendibilità dell’umana percezione, viziata dalla miopia dei suoi sentimenti, trova lo spunto ideale per una dissacrante rappresentazione della borghesia di provincia, covo di malelingue e di ipocrisie di buon vicinato. Pensiamo solo un attimo alla trama. Si svolge, com'è noto, nel salotto e nello studio del consigliere di prefettura Agazzi: ossia in un ambiente davvero non a caso alto-borghese, e dove, ancora non a caso, capitano tre emblematici, ed emblematicamente frustrati, rappresentanti della piccola borghesia: la signora Frola, il sipor Ponza  e, infine, la signora Ponza. Ebbene, il susseguirsi, anche buffo, delle entrate e delle uscite dei personaggi in questione costituisce un "movimento", che - per dirla con Roberto Alonge - "perde tutta la sua artificiosa legnosità se lo si legge come movimento tipico di un tribunale dove imputati e testi sono introdotti in successione immediata". Infatti, qui siamo di fronte a un vero e proprio processo. E, quindi. il salotto e lo studio del consigliere Agazzi si rivelano, senz'ombra di dubbio, come il "poliziesco luogo di tortura" acutamente individuato da Giovanni Macchia. La nostra operazione registico-drammaturgica,giocata tra reinvenzione, gioco d’attore e commedia dell’arte, è consistita nel prendere questo classico della letteratura teatrale europea e rivisitarlo con rispetto e rigido scrupolo, ma anche con una tranquilla impudenza inventiva. Nel nostro “Così è (se ve pare)” (ambientato nella Lanciano dei primi del Novecento) cinque attori interpretano quindici  personaggi, giocando con le maschere, i travestimenti e i contrasti. E fanno tutto questo “a vista”, (s)mascherando temi e personaggi della vicenda e assumendo da attori e come attori il personaggio (e quindi il punto di vista) di Laudisi. Rispetto al testo originale di Pirandello i personaggi  avranno un sapore più marcatamente abruzzese, rinnovando una storia che da antica si fa sorprendentemente moderna.

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