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Progetto Albania
Albania, questa sconosciuta
La ballata di Romeo e Giulietta
Tartufo
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Albania, questa sconosciuta

Ogni spettacolo (forse) non è altro che la somma delle “urgenze” di un artista, un contenitore particolare  dove  le visioni,i pensieri e il “sentire” di un  teatrante arrivano a prendere forma.
Negli ultimi anni siamo  stati più volte in Albania portando i nostri spettacoli , ed ogni viaggio ha rappresentato per noi una tappa (emotivamente molto intensa)di conoscenza, di scoperta e di riflessione.
Per diversi mesi  la nostra compagnia  è stata impegnata in Albania nell’allestimento di questi due spettacoli teatrali, una co-produzione il primo nel 2004 con il Teatro “Skampa” di Elbasan  e una regia il secondo nel 2005 per il Teatro della città di Fieri, lavori che rappresentano  le prime tappe di un viaggio  che ci vedrà impegnati per molto tempo con gli artisti albanesi. Noi ci auguriamo che questa  nostra azione teatrale possa contribuire a realizzare forme reali di conoscenza tra italiani e albanesi.  
Resta difficile immaginare che gli itinerari che in questi anni si sono incrociati nell’Adriatico, da una sponda e dall’altra, abbiano consolidato forme reali di conoscenza al di fuori della “mitologia”. Il mito della ricchezza facile, dell’opulenza e del teleconsumo, per chi viaggia dai balcani e sbarca in Italia, il mito d’una violenza primordiale radicata nell’antica legge dell’onore (il “Kanun“ della montagna) per chi sulla sponda italiana osserva e giudica gli scafi in arrivo dall’Albania.
Gli albanesi soffrono il peso d’un verdetto che li schiaccia dentro un cliché- la mafia skipetara, la prostituzione, la violenza facile – dove finiscono per essere ignorate le tante storie individuali dell’onestà del lavoro. Eppure l’Albania è una terra che ha saputo difendere con fierezza, con ostinazione, con un’intransigenza talvolta sorprendente la propria identità e la propria diversità; una storia tormentata, una nazione che, dopo la Seconda guerra mondiale, ha saputo resistere a pressioni del suo vicino iugoslavo e costruito un comunismo di un tale assurdo rigore da far impallidire perfino quello cinese. L’Albania è un paese rimasto tagliato fuori dal mondo per quasi 50 anni, che cerca oggi di trovare una soluzione ai mille gravissimi problemi che lo travagliano ricorrendo anche all’aiuto di noi italiani. 
Scuoti la testa davanti agli spettacoli di estrema povertà, alle strade sconquassate, alla desolata periferia che ricorda certi paesaggi del nostro sud Italia alla fine della guerra. Case e scheletri di case che spuntano come funghi in modo casuale e caotico, un incredibile  disastro edilizio che viene accreditato alla febbre di crescita.
Come ogni ex paese comunista dell’Europa orientale, anche l’Albania ha tentato la transizione dal comunismo al capitalismo attraverso il ripristino di un’economia di mercato, ma in quella terra il “mercato” è oggi uno strano, sporco e spietato  gioco al massacro tra ricchi che rende i poveri ancora più poveri e indifesi. Il volto vero dell’Albania odierna è talvolta indecifrabile. A chi si rifiuta di perseguire le facili scorciatoie mentali dei pregiudizi è richiesto uno sforzo, lo sforzo comune della conoscenza, che nasce dall’incontro, dallo scambio, dalla comprensione.

Stefano Angelucci Marino


Teatro Del Sangro 
Teatro "Skampa" di   Elbasan  (Albania)
La ballata di Romeo e Giulietta

da Shakespeare
(spettacolo in  lingua albanese e  italiana )

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  con  
Rapi Salsano , Neritan Licaj, Desantilla Kristo, Rina Narazani, Hysen Mullajonuzi  e Giacomo Valozza, Letizia Marcolongo, Massimiliano Serrapica,Concetta Laico e Stefano Angelucci Marino
  progetto scenico, testo e regia  
Stefano Angelucci Marino
  luci e suono  
Seby Marcianò -  Free Power Service
  Scenografo / Direttore di produzione   Fatbardh Marku

in collaborazione con l’Ass.cult. EXPERIO di Ortona (Ch)

Lo spettacolo

“La Ballata di Romeo e Giulietta”   è uno spettacolo dove si racconta dell’Albania e  dell’Abruzzo  attraverso la storia tragicomica di due giovani innamorati (lei italiana e  albanese lui) e delle rispettive famiglie.

Nella Verona di oggi due giovanissimi  ragazzi si innamorano e ,  per uno strano scherzo del Destino,  si chiamano Romeo e Giulietta. Lui è albanese e vive da pochi mesi  in Italia con tutta la sua  famiglia, lei è di origine abruzzese e vive da molti anni con la sua famiglia  a Verona. Due famiglie di emigranti. Lo spettacolo si apre  con i due protagonisti che ridono e scherzano su questa incredibile casualità :  “ti rendi conto! Ci chiamiamo Romeo e Giulietta…come quelli della storia di Romeo e Giulietta!...non ci crederà nessuno!... ci prenderanno tutti in giro!”.Quando i nostri si presenteranno nelle rispettive case per dare la notizia… riceveranno tutt’altra accoglienza da quella prevista. Infatti sia nella famiglia albanese che in quella abruzzese l’opposizione a questa storia d’amore diventa radicale ; gli albanesi non vogliono che il figlio prenda un’italiana (sognando di tornare al più presto in Albania) e gli abruzzesi non vogliono sentir parlare di  un possibile fidanzamento con un albanese. Mentre tra le famiglie esplode il “festival” degli equivoci e dei pregiudizi, Romeo e Giulietta decidono di sposarsi in modo da mettere tutti davanti al fatto compiuto; in chiesa però  non troveranno il prete e , con una improbabile e grottesca cerimonia celebrata da loro stessi, si “sposeranno” davanti a Dio. Da qui in avanti la storia procede per come shakespirianamente la conosciamo, re-inventata, abbassata di segno e tesa a disegnare una specie di “epopea dei disperati”.
Nel nostro  spettacolo, dopo gli ottimi riscontri di pubblico e critica che abbiamo ottenuto durante la prima tournée realizzata  nel Novembre’04 in Albania e in Italia,   dieci attori interpretano quattordici personaggi lavorando su un palchetto di Commedia dell’Arte, giocando  con le maschere,  i travestimenti , i lazzi e i contrasti. Un grande spettacolo tragicomico, un ritmo travolgente per una “Ballata” che vuole divertire e far riflettere.

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Teatro di Fieri "Byljs" (Albania)
Tartufo

(spettacolo in lingua albanese)

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  con  
Neritan Licai, Fatmir Xhelili, Hajrie Rondo, Klaidi Marku, Todi Llupi, Miola Sitaj, Doriana Caushi e Klea Rondo
  regia  
Stefano Angelucci Marino
  Scenografia  
Fatbardh Marku
       

Dopo aver diretto  attori italiani e albanesi nello spettacolo “La Ballata di Romeo e Giulietta” per il Teatro di Elbasan (2004), questa volta Stefano Angelucci Marino è stato ri-chiamato in Albania  dal Teatro di Fieri per dirigere questo “Tartufo” albanese tratto dall’opera di Molière. Maschere, Commedia dell’Arte, Teatro d’Attore, un grande ed elegantissimo armadio ( che durante lo spettacolo si trasforma continuamente) come unico oggetto di scena e  chiaramente in risalto le vicende  di Tartufo e  della famiglia di Orgone. Uno spettacolo dove si prova a raccontare dell’Albania di oggi e dove si scatena una critica feroce verso i nuovi ricchi albanesi.
La trama  è semplice: Orgone, ricco albanese di oggi, accoglie Tartufo, uno spiantato mistificatore, che si finge zelante religioso ma che invece mira ad accaparrarsi le ricchezze della famiglia con ogni mezzo. Dapprima Orgone è soggiogato dalla falsa semplicità di Tartufo ma quando è messo di fronte all'evidenza ormai non c'è più rimedio: non solo ha offerto all'odioso personaggio la figlia in sposa e ha cacciato il figlio di casa , ma gli ha anche firmato un atto di donazione di tutte le sue proprietà.

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